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Firenze, Maggio 2017


Psychoanalysis & Art: "Senses and soul"

M. Cristina Dalla Villa intervista Claudio Di Benedetto


Claudio Di Benedetto è il responsabile della Divisione Collezioni e servizi delle Gallerie degli Uffizi. E' inoltre Accademico onorario dell'Accademia delle arti del disegno e presidente del Capitolo italiano della Joseph Crabtree Foundation.
Per il VII Sypmosium on Psychoanalysis and Art è presidente del Comitato organizzativo.

http://www.florencepsych-art2017.com/


D: Psychoanalysis & Art è il titolo molto intrigante del Simposio che si terrà in maggio all'Istituto degli Innocenti. Da dove viene questo accostamento che diviene ancora più esplicito nel tema "Senses and soul"?

R: Quello che si tiene nella splendida cornice del rinnovato Istituto degli Innocenti, dal 18 al 20 maggio, è il settimo simposio su arte e psicoanalisi, dopo il successo delle precedenti edizioni fiorentine. In effetti, Firenze può vantare un lungo e pionieristico ruolo in materia di rapporti fra arte e psiche: già ai primi di questo Millennio, Graziella Magherini, Antonio Paolucci, Adolfo Pazzagli e altri amici hanno dato vita all'associazione interdisciplinare "Arte e Psicologia" (poi International Association for Art and Psychology), che ha riempito spazio e tempo di affascinanti contributi e temi, in un crescendo di attenzione nazionale e internazionale, di rapporti e di sinergie. Che nel tempo si sono sviluppate,"imbarcando" protagonisti di prima grandezza negli Stati Uniti e non solo (voglio solo ricordare qui Harold Blum e Laurie Wilson). La "parentela" e le connessioni fra le due [macro] discipline sono più intrinseche di quanto possa sembrare se ci si limita a considerare le vocazioni scientifiche da una parte e umanistiche dall'altra. Il rapporto della creazione e percezione artistica con  l'universo interiore di ciascuno (creatori e percettori) è ineludibile e praticamente infinito. Il titolo di quest'anno - "Senses and soul", appunto - enfatizza proprio il ruolo della percezione, accomunando tutti noi (portatori più o meno sani di sensi e di anima) con tutte le arti e le forme espressive della creatività e, dunque, della civiltà umana: la poesia, le arti visive, la musica... tutto ciò che colpisce i sensi e arriva all'anima - positivamente o negativamente, s'intende.

D: Scorrendo il programma si resta veramente colpiti dal fatto che i relatori spazino da Vermeer, alla Pop Art, alla musica, addirittura al fetish... Dato che lei dovrà tirare le somme del Simposio come potrà trarne una logica unificante?

R: Bella domanda! In effetti il programma è ricco, articolato, qualificato per temi e relatori - spaziando, come ricordava lei, in un orizzonte vasto di temi e di apparenti parallele destinate a non incontrarsi. In realtà, "tout se tient" e la sedimentazione di linguaggi, stili, forme, suoni è un unicum che tiene insieme la storia dell'umanità, che ne giustifica il ricorso alla creazione artistica per superare e sublimare la pura e semplice - quanto necessaria! - sopravvivenza materiale... Naturalmente non conosco le mie conclusioni (che saranno, in realtà, condivise insieme alla co-chair Laurie Wilson), dal momento che dei contributi in programma conosco solo il titolo e, in alcuni casi i meriti dei relatori. Diciamo che finite le fatiche e le cure dell'organizzazione (che non sarebbe stata possibile senza i colleghi al di qua e al di là dell'Atlantico, e di ENIC), arriva il momento in cui ci si siede fra il pubblico, curiosi di ascoltare e imparare. Cosa che, sono certo, avverrà - con il valore aggiunto della condivisione o del rispettoso dissenso. Dunque, questa domanda andrebbe posta di nuovo il pomeriggio del 20 maggio.

D: In qualche modo si sfiora anche il tema politico in una plenaria dedicata al "fascismo in  musica" con i Carmina Burana che tornano abbastanza spesso sulle nostre scene in varie forme : cosa ne pensa?

R: Non suoni banale la scontata affermazione che "politica" e arte sono strettamente connesse da sempre - e che l'arte è spesso stata (ed è) espressione di conformismo o dissenso, verso o contro il "potere". E psicologia, psicanalisi e psichiatria sono stati nel tempo (recente, ovviamente) strumenti amici o elementi nemici del potere stesso. I nostri simposi sono sempre stati naturalmente apolitici, ma non di meno animati da intelletti molto attenti alle dinamiche del mondo sociale e civile, non solo della sua interpretazione o rappresentazione. Chiedo venia per l'autocitazione se ricordo che già nel VI simposio del 2014, proprio io affrontai il tema della percezione artistica come godimento - che prescinde dalla contestualizzazione della sua creazione - e della successiva ombra che può proiettarsi sul godimento stesso, quando si apprendono informazioni sull'autore, sul suo pensiero, sul contesto politico del suo tempo e della sua opera. E portai come esempio proprio Wagner. Tornado a quest'anno, ignoro come David Rosenmayer affronterà il tema dei celeberrimi e iconici "Carmina Burana" di Orff e, come dicevo prima, ascolterò con attenzione e curiosità le argomentazioni e il taglio che seguiranno l'interessante titolo.

Se posso riassumere in due parole, dal 18 al 20 maggio eminenti specialisti dell'anima e dell'arte, nelle sue più svariate espressioni, animeranno una proficua e interessante discussione sul tema die sensi e dell‘anima. La cornice della città, la suggestione dei luoghi e dei temi stessi, tutto contribuirà - ne sono certo - a rinnovare, anche per il futuro, il patto con questa città.








foto enic

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